Editoriale: Abitiamo l’anima della città

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Sembra incredibile, ma davvero le città hanno una loro identità, quasi una loro anima che nasce dalla loro storia, dalle persone che le hanno abitate, dal loro presente. A noi uomini moderni quest’idea di un ‘carattere’ proprio di una città, può sembrare una visione romantica, ottocentesca, così abituati a pesare tutto con i nostri potenti strumenti. Eppure in questo anno del disastro del Ponte Morandi, abbiamo sentito l’anima della nostra città, il suo carattere orgoglioso e indomito, la voglia di ricostruire e di ritornare più bella di prima. Certo sono innanzitutto le persone che fanno la città, ma gli uomini e le donne non sono calati dal cielo, nascono in una fitta rete di relazioni e di luoghi che si condizionano a vicenda in forme mirabili e imprevedibili. Il cammino triennale dell’associazione quest’anno ci invita ad abitare innanzitutto la città e il primo modo di abitarla è accogliere la realtà di quello che è la nostra città, accoglierne la sua storia, la sua tradizione, il suo carattere, la sua stessa lingua (certi sentimenti si riescono a esprimere pienamente solo con il dialetto che è così viscerale e immediato!). Solo in questa consapevolezza è possibile vivere il presente con le sue novità, le sue sfide, le sue possibilità e anche i cambiamenti che sempre ci impone. L’intervista al nostro Cardinale che troviamo in questo numero ci aiuta ad entrare nel tema dell’anno e ci offre uno sguardo e una chiave di lettura per vivere il nostro essere discepoli di Gesù nel tempo e nel luogo di oggi.

Quest’anno sarà anche l’anno assembleare che darà all’associazione la possibilità di continuare a crescere, in questo sapiente rinnovarsi nella continuità per affrontare quello che Dio, nella sua Provvidenza di Padre, ci chiama a vivere. Prima che un’occasione di incontro e di confronto è un’occasione di Grazia: nella vita, per un cristiano, non ci sono momenti significativi e momenti neutri, ma tutto ci parla di Dio e tramite tutto Dio ci parla. Anche questo momento associativo è innanzitutto una chiamata che il Signore ci rivolge, rivolge a ciascun aderente e chiede di essere ascoltato. L’ascolto che eserciteremo nelle assemblee parrocchiali, diocesana, regionale e nazionale e negli incontri sarà autentico e porterà frutto nella misura in cui sarà preceduto da questa consapevolezze e sarà vissuto innanzitutto nella preghiera, nell’ascolto di quell’unica Parola capace di generare vita.

“A Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo” (Ef 1,3) rivolgiamo la nostra preghiera di ringraziamento per tutte le attività estive, per i campi che hanno visto l’impegno di tanti giovani e meno giovani, nella certezza che tutto quello che è stato seminato con fede e generosità con la benedizione di Dio porterà frutto a suo tempo e secondo la misura propria di ciascuno. Non riuscendo a raccontare tutta l’estate abbiamo deciso di fare una rapida carrellata delle principali attività diocesane a ricordo e in segno di gratitudine perché il bene quando condiviso cresce ancora di più.

L’Assistente unitario
Don Marco Galli

Il Presidente diocesano
Luca Mazzolino

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INTERVISTA ALL’ARCIVESCOVO BAGNASCO: “Abitare la città vuol dire amarla”

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