E' tempo di perdono

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Newsletter N.6  15 Gen 10 - E' TEMPO DI PERDONO

PREGHIERA ALLO SPRIRITO
Alla tua presenza, o Spirito Santo, le nostre debolezze ci appaiono nella loro verità ma, riuniti nel nome di Gesù, siamo certi che tu ti farai presente in mezzo a noi per assisterci e insegnarci tutto ciò che è necessario fare per noi e per il bene di tutti.

LA VITA
Abbiamo bisogno di relazioni affettive come dell’aria. Eppure anche in casa e in famiglia, può capitare di sentirci “soffocare”. Incomprensione? Mancanza di dialogo? Oppure si tratta di quel senso di inquietudine che è insito nel cuore umano? Spesso sentiamo utilizzare espressioni come
“fratelli-coltelli” e “parenti-serpenti”. E’ così anche per noi?Queste immagini dicono la verità sui nostri rapporti con fratelli-sorelle, parenti, vicini di
casa?

LA PAROLA
Disse ancora: "Un uomo aveva due figli.Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te;non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i
calzari ai piedi.Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. (Lc 15,11-24)

Quanta serenità in questo padre che lascia libero il figlio nel suo cammino, pronto sempre  a riaccoglierlo tra le sue braccia. E’ un padre che corre incontro, non che corre dietro. Amare è correre incontro. Correre incontro è offrire fiducia.

LA VITA
In questa parabola possiamo trovare un po’ la nostra storia, tuttavia è interessante porci la domanda: ci interessa essere come il padre? Non solo essere perdonati, ma anche capaci di perdonare; non solo gioire nell’essere accolti, ma anche accogliere festosamente gli altri?
L’eredità che il padre ci consegna è il perdono. E’ possibile oggi vivere per-dono?