DOV’E’ L’UOMO, IMMAGINE DI DIO?
Newsletter N.3 1 Nov 09 - E’ TEMPO DI STUPORE - UN INCONTRO SORPRENDENTE
La vita
“L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i
testimoni che i maestri, o, se ascolta i maestri, lo fa
perché sono testimoni”
(Ev. Nu., n° 41)
La presenza salvifica di Dio fra noi deve essere
testimoniata con gesti di vita.
Nella Chiesa si deve scorgere un’immagine limpida,
disinteressata, non equivoca né ambigua del volto del suo
Signore.
La nostra vita deve mostrare che l’opera di Dio in noi è
fare la Sua volontà di bene e di pace.
DOBBIAMO essere certi che il Padre provvidente non ci lascia
MAI soli.
Ma allora, dov’è l’uomo, immagine di Dio, dove questa
immagine viene violentata, abbrutita? Dov’è l’uomo se
la giustizia è violata, la dignità calpestata, la
speranza negata, la fiducia umiliata?
Come possiamo essere seminatori di pace in
famiglia, nella società, nella comunità?
Nel nostro piccolo, a partire dai semplici atti
della vita quotidiana, non dovremmo cominciare a “darci da
fare” per la giustizia, perché tutti possano avere un
progetto di vita accettabile?
Non potremmo partecipare a progetti anche politici
che si prefiggano l’umanizzazione della società?
Come A.C. non dovremmo forse essere più
“visibili”, più partecipativi collaborando
maggiormente alla vita dei nostri quartieri ed uscendo
finalmente fuori dalle sacrestie per sporcarci le mani
rischiando anche di sbagliare, ma facendo qualcosa di
concreto? Sempre però con l’umiltà di considerarci
sempre e comunque servi inutili.
La parola
“Nulla è impossibile a Dio… Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola”. (Lc 1. 37-38)
“… A quanti però lo hanno accolto ha dato il potere di
diventare figli di Dio” (Gv 1, 12)
“… E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio
mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale
grida: “Abbà, Padre!...” Gal 4. 6)
La vita
La sostanza del vivere cristiano non richiede gesti
clamorosi, ma solo coerenza e grande fiducia in Colui che
tutto può e che ama i suoi figli d’immenso amore.
Forse abbiamo soltanto bisogno di un’iniezione di fiducia
per ripartire “alla grande”.
Dobbiamo rinnamorarci visceralmente di Cristo e della Chiesa
per cogliere e far cogliere il “filo rosso” della fede e
della speranza cristiana.
Anche nei momenti di massima ribellione e inquietudine
dobbiamo avere chiara e forte la consapevolezza di
appartenere ad una Storia più grande che trascende la
miseria e l’infedeltà degli uomini.