E’ TEMPO DI RESTITUZIONE – LA SOBRIETA’

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Newsletter N.9  1 Mar 10 - TEMPO DI RESTITUZIONE La sobrieta'

PREGHIERA ALLO SPIRITO
Spirito Santo, sostieni la nostra volontà nelle scelte quotidiane, rendi libera la nostra coscienza, accendi del fuoco del tuo amore il nostro cuore, rendici docili alle tue
continue ispirazioni.

LA VITA
Il Signore ha creato i beni per rendere bella la vita, ma essi non ne sono il fine. Chi vuol essere discepolo di Gesù deve saper mantenere il distacco dalle cose sapendole usare e condividere, deve guardarsi dalle tentazione che i beni diventino i padroni della propria vita e che tutto sia loro finalizzato.
I Padri della Chiesa ci richiamano alla sobrietà e all’uso giusto dei beni che hanno una destinazione universale, primaria rispetto al possesso personale. I beni devono pervenire a tutti con criteri equi “avendo come guida la giustizia e per compagna la carità” (Giovanni Paolo II, Centesimus Annus, n° 41).
Il principio dell’uso comune dei beni è il principio tipico della dottrina sociale cristiana.

LA PAROLA
Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta perché, quando questa verrà  a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti, chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti, Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non
siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché, o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. (Lc 16, 9-13).

LA VITA
Dobbiamo cambiare il nostro stile di vita perché noi non siamo ciò che possediamo. Non basta fare beneficenza, ma occorre impiegare parte delle nostre risorse, capacità e conoscenze in progetti socialmente utili il cui fine è il bene comune.
Siamo chiamati alla sobrietà, cioè a vivere con più moderazione, semplicità e misura rifuggendo da ogni eccesso ed evitando ogni spreco.

Domandiamoci:
- Quanto fisso gli occhi e il cuore sulle cose di questo mondo mettendo in esse le mie speranze e attese di vita?
- Quanto il mio tempo è occupato dalla dimensione materiale della vita?
- Quanto sono schiavo dei capi firmati, dell’ultima versione di TV, computer, cellulare, I-pod, I-phone, wii, note-book e chi più ne ha più ne metta?
- Quanto la mia auto rappresenta uno status symbol?
- Anche se “a tavola non s’invecchia” sono capace di mangiare e bere in modo piacevole, ma equilibrato?
- Faccio acquisti inutili solo perché reclamizzati e vacanze magari al di sopra delle mie possibilità economiche tanto per “non restare indietro”?
- Considero il mio ben-essere prioritario anche a scapito di chi è meno fortunato?
- Sono indifferente alla povertà diffusa o so, non solo dare del superfluo, ma anche privarmi di qualcosa per condividerla con chi è nel bisogno?