Bivacco Unitario - Tema adulti
Ed eccoci a parlare del bivacco n° 2 dopo la bella esperienza del 2009. Lo faremo alla Madonna della Guardia con gli educatori ACR, Giovanissimi e Giovani proprio come segno di unitarietà.
Intanto vi anticipo l’argomento tratto dal percorso formativo “questo è il tempo”: “E’ tempo di annuncio – Un incontro decisivo”.
Partendo dai brani di Luca 24, 1-12 e Giovanni 20, 11-18 parleremo del ruolo delle donne, della loro fedeltà fatta di accoglienza, tenerezza e amore incondizionato, motivo di crescita sociale e culturale, delle donne che custodiscono nel cuore e ricordano parole e fatti e del loro desiderio caparbio di continuare a parlare anche con chi non ascolta, ma anche dell’ossessione di autorealizzazione, di essere competitive ad ogni costo, di amare senza prendersi cura né dell’altro né di sé stesse.
Ci confronteremo sulla complementarietà tra uomo e donna, ognuno con le sue caratteristiche peculiari e della necessità di una loro piena integrazione perché da questa nasce la persona, immagine e somiglianza di Dio, della importanza di non chiudersi alla ricerca non lasciandosi spaventare dal dubbio che è insito nella natura umana, ma non preclude il discepolato a cui ognuno di noi è chiamato.
Dio è relazione e quindi la caratteristica della Chiesa come il Signore l’ha donata al mondo, pensata come Corpo Mistico di Cristo presente nel tempo, è la prossimità accogliente insieme con la compassione. Il tempo è un dono di cui avere cura non nella solitudine, ma nell’apertura all’altro in cui si intuisce la presenza dell’Eterno.
Poniamoci qualche domanda: Quale volto di Chiesa oggi può concorrere alla generazione della fede? Le nostre comunità manifestano il volto materno della Chiesa vivendo relazioni gratuite e vere? Siamo capaci di “sprecare” il tempo per gli altri e di stare nelle situazioni quotidiane anche faticose? Cristo non è proprietà privata di nessuno. Ci chiudiamo in difesa dagli attacchi esterni, ci sentiamo superiori a chi non crede o crede diversamente? In famiglia/parrocchia/città viviamo e testimoniamo la Buona Notizia considerandola dono per tutti gli uomini? Siamo annunciatori di speranza e portatori di sogni accogliendo gli altri anche nel loro diverso modo di credere e nei loro dubbi?